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Casa Llopis Bofill

Su un angolo a smusso di Barcellona sorge la Casa Llopis Bofill, costruita tra il 1902 e il 1903. Manuel Llopis i Bofill, avvocato e proprietario terriero di Sitges, la ordina per sé e per i fratelli. A disegnarla pensa Antoni Maria Gallissà i Soqué, già provato dal Castell dels Tres Dragons per l'Esposizione Universale del 1888. Qui l'architetto scarta il neogotico di moda nel modernisme e sceglie un lessico neo-arabo di mattoni, archi acuti e maioliche.

La facciata accosta i materiali: pietra per i pilastri, mattone per gli archi, ferro e vetro per i bovindi. Gli sgraffiti a motivi vegetali, toni di terra su malta crema, nascono dalla collaborazione con Josep Maria Jujol. Otto portali aprono il pianterreno alle botteghe, ognuno sormontato da un arco acuto in mattone su pilastri di pietra. Il portale centrale, polilobato, si chiude in cima con una targa di ceramica recante l'emblema dell'Ave Maria. Ai piani superiori, bovindi quadrangolari in ferro battuto superano la linea di gronda, chiusi da vetrate colorate a motivi floreali. Il balcone del bovindo centrale poggia su una volta catalana coperta di piastrelle colorate, come i balconi barocchi della città. Guardate in alto: una galleria di archi ribassati chiusa da maiolica verde evoca le solane medievali. Dentro, il vestibolo unisce marmo bianco e nero a stucchi che imitano il marmo dorato, decorati a fiori color granata.

I danni della guerra civile portano via la copertura dell'ultimo piano e gran parte delle vetrate policrome. Eppure l'edificio conserva l'aspetto originario: è bene culturale locale e tappa del percorso del modernisme barcelonese. Sotto il portone, i resti della grata originale in ferro battuto recano ancora l'iscrizione «Anno 1903».

Città
Barcellona
Aggiornato il

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