Rådmannsgården
Rådmannsgården sorge nel quartiere di Kvadraturen, la parte più antica della vecchia Christiania, oggi Oslo. È l'edificio più antico conservato del rione, costruito nel 1626 per il consigliere Lauritz Hansen, allora tra i cittadini più agiati. Le pareti esterne sono di mattoni olandesi d'importazione, rossi e gialli in alternanza sulla facciata. Lo stile è il Rinascimento olandese, con tetto ripido, abbaini e alti frontoni dalle arcate cieche. I frontoni avevano un tempo contorni curvi e ornamenti in arenaria. Un bovindo asimmetrico si apre verso Rådhusgaten, mentre l'ala su Nedre Slottsgate fu portata a due piani nel 1782.
Finita l'epoca di Hansen, la casa passò di mano in mano. Negli anni Sessanta del Settecento la comprò il re, e sotto il nome di Kommisariatsgården servì agli usi militari. Tra il 1824 e il 1852 ospitò la biblioteca universitaria, poi divenne ospedale di guarnigione. Verso il 1860 si trasferì qui anche la biblioteca pubblica Deichman. La città la acquisì nel 1897 per farne uffici. Dal 1936 vi ha sede Oslo Kunstforening, l'associazione che la riempie di mostre ed eventi. Nel Seicento il chiostro verso il cortile scomparve, sostituito dall'attuale scalone a telaio di mattoni. Negli anni Cinquanta del Novecento nuovi telai di gusto settecentesco presero il posto dei vecchi, con vetri a riquadri.
In alcune stanze puoi ancora vedere soffitti in stucco con figure, una rarità. Le pareti conservano le tracce delle altre epoche: carte da parati sbiadite, pavimenti di legno consumati, affreschi coperti da pitture successive. Uno di questi soffitti raffigura virtù e animali esotici, un soggetto senza eguali. Accanto sorge Anatomigården, la più antica casa a graticcio conservata a Oslo, eretta nel Settecento. Vi lavorò la facoltà di medicina dell'università e, per un periodo, abitò il boia della città. Tutelato come monumento, il palazzo ospita ancora oggi performance, installazioni e conferenze che ne esplorano il passato a strati. Consigliere, re, bibliotecari, militari e artisti: le stanze li hanno visti passare tutti.
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