Emma Saphir Götz
A Merano, un piccolo Stolperstein ricorda Emma Saphir Götz davanti a una delle sue ultime abitazioni scelte. La targa d’ottone porta nella vita quotidiana della città la memoria di una donna ebrea e della sua famiglia.
Nata nel 1869 a Velké Meziříčí, nell’attuale Repubblica Ceca, Emma sposò Moritz Götz a Vienna nel 1896. La coppia si stabilì a Merano con i figli Berta, Käthe, Rudolf, Hilda e Gualtiero Walter. Moritz commerciava in generi alimentari, pollame e verdure, e dal 1911 la famiglia possedeva Villa Götz. Nel settembre 1943, durante l’occupazione tedesca, Emma e Moritz furono arrestati durante le retate contro gli ebrei meranesi. Furono rinchiusi nella cantina della Casa del Balilla e deportati il giorno seguente nel campo di concentramento di Reichenau, vicino a Innsbruck.
Emma morì a Reichenau il 2 febbraio 1944, a settantaquattro anni. Moritz fu deportato ad Auschwitz-Birkenau e ucciso poco dopo il suo arrivo, nel marzo dello stesso anno. Lo Stolperstein trasforma il marciapiede in un luogo di memoria: una lastra d’ottone discreta, incontrata nel corso di una giornata normale.
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