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Tempio Valdese

Alzate lo sguardo sul Tempio Valdese, affacciato su un quartiere allora in formazione lungo il viale reale. Le finestre a sesto acuto salgono verso l’alto, mentre cornici e proporzioni mantengono un ordine classico. L’insieme adotta un linguaggio neogotico classicista, con una presenza composta e quasi civile.

La comunità valdese acquistò il terreno dopo le patenti reali del 17 febbraio 1848, che riconobbero pieni diritti civili. Joseph Malan e il generale Charles Beckwith contribuirono in modo decisivo al finanziamento dell’opera. Luigi Formento ne curò il progetto, e la prima pietra fu deposta il 29 ottobre 1851 davanti a rappresentanti di Gran Bretagna, Prussia, Stati Uniti e Svizzera. La costruzione costò 345.000 franchi e portò nella città una nuova presenza religiosa dopo l’emancipazione valdese.

Un vincolo preciso modellò la facciata: l’autorizzazione vietava segni esteriori che rendessero l’edificio riconoscibile come chiesa. Osservate quindi il contrasto tra gli archi acuti e la cornice netta, memoria concreta di una fede resa visibile con misura.

Città
Torino
Aggiornato il

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