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Irma Bensing

Un cubo di cemento di dieci centimetri, ricoperto da una placca d'ottone incisa, è incastonato nel marciapiede di Stuttgart. Sull'ottone si leggono il nome di Irma Bensing e le date della sua vita. La pietra sta proprio qui perché segna l'ultimo luogo di residenza o di lavoro scelto in piena libertà.

Questo Stolperstein appartiene a un progetto avviato dall'artista tedesco Gunter Demnig nel 1992. L'intento è ricordare le vittime delle persecuzioni naziste proprio nei luoghi della loro vita quotidiana. Le prime pietre commemorano le vittime ebree dell'Olocausto. Con gli anni il progetto abbraccia anche i Sinti e i Rom, gli omosessuali e i dissidenti politici. Pietre come questa si trovano in molti paesi d'Europa, e l'iniziativa diventa il più grande memoriale decentralizzato del mondo. Ogni pietra è un pezzo lavorato a mano, perché il ricordo resti un gesto personale.

L'effetto nasce dalla posizione: la pietra giace in terra, nel percorso di chi passa ogni giorno. Il piede o lo sguardo inciampa nell'ottone, e la memoria entra così nella vita quotidiana. Un nome, delle date, una placca d'ottone: il ricordo sta in basso, esattamente dove passi tu.

Città
Stoccarda
Aggiornato il

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