Daniele Manin
Daniele Manin è un monumento bronzeo nel cuore di Venezia. La statua, eretta nel 1875, raffigura il leader della Seconda Repubblica di San Marco, nata durante l’insurrezione contro il dominio austriaco tra il 1848 e il 1849. Luigi Borro scolpì Manin con una fascia sul petto e una mano infilata nella giacca, secondo una posa tipica degli statisti dell’epoca. Ai suoi piedi, un leone alato richiama San Marco, patrono e simbolo della città.
Il monumento occupa il luogo dell’antica chiesa di San Paternian, demolita insieme al suo campanile pentagonale per creare spazio alla statua. Una targa ricorda la chiesa scomparsa. Oltre il canale, un’altra indica la casa dove Manin visse durante l’insurrezione, mentre il precedente Campo San Paternian porta oggi il nome di Campo Manin.
La Seconda Repubblica di San Marco durò circa diciassette mesi, prima del ritorno dell’esercito austriaco nel 1849. L’esilio condusse Manin a Parigi, dove insegnò italiano anche alle figlie di Charles Dickens. Venezia conserva così, in bronzo, il ricordo di una rivolta e di un uomo morto lontano dalla propria città.
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