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Chiesa dei Santi Martiri

In Italia, la Chiesa dei Santi Martiri si presenta con una facciata sobria e un interno concepito come spazio unico. La navata accoglie cappelle laterali, aperte come quinte teatrali tra coppie di colonne marmoree.

La costruzione iniziò nel 1577 per custodire le reliquie dei protettori Solutore, Avventore e Ottavio, trasferite solennemente nel 1584. Pellegrino Tibaldi progettò l’impianto, mentre Andrea Pozzo intervenne più tardi con decorazioni ad affresco. Tra il 1708 e il 1724, il presbiterio fu ampliato e furono innalzati cupola e campanile sotto Carlo Giulio Quadro. Nel 1730, un’urna in bronzo dorato entrò nel nuovo altare maggiore progettato da Filippo Juvarra.

Luigi Vacca ridipinse alcune parti tra il 1842 e il 1844, dopo le trasformazioni decorative precedenti. Bernardo Antonio Vittone definì l’aspetto della facciata nel 1768. I bombardamenti dell’8 dicembre 1942 e del 13 luglio 1943 danneggiarono tetto, muri e vetrate, con ripristini parziali entro il giugno 1944. Oggi reliquie, affreschi, marmo e tracce della guerra convivono nella stessa navata.

Città
Torino
Aggiornato il

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